Attenzione!

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Non ho alcuna intenzione di leggere commenti offensivi, per cui siate civili, per favore.
Se non volete lasciare un commento o chiedermi qualcosa potete contattarmi via email. Non mordo in nessun caso, davvero.

Grazie.

lunedì 25 gennaio 2016

Addio.

Fra quattro ore m'impiccherò. 
Non ho paura, non ho rimorsi, solo la tristezza verso i miei genitori. 
Addio. 

lunedì 7 dicembre 2015

Millequattrocentosessantacinque

Dormi bambino,
dormi tesoro,
dormi che papà
ti ama davvero.
Dormi piccino,
dormi amor mio,
dormi che presto
l'alba giungerà.
Quattr'anni di oblio,
di nero, di buio,
quattr'anni e un pochino
son tanti lo so.
Dormi tranquillo,
dormi in silenzio,
dormi che è meglio
se resti di là.

Qui è tutto marcio,
gonfio, pulsante,
qua è tutto malato
e non fa per te.
Per un principino
cui non posso badare
è meglio restare
ancor tanto di là.
La vita è un po' strana
ingiusta, malsana,
e forse nei sogni
è più bello campar.

Dormi mio caro,
mio dolce, mio bimbo,
dormi che quattro
son pochi, lo sai,
che tanto ancor io,
quaggiù nell'inferno,
soletto, angosciato,
resto a contar.

+1465d

domenica 28 giugno 2015

To leave

Andar via con una migrazione di uccelli selvatici
Leggeri, tranquilli
Come il Piccolo Principe

domenica 17 maggio 2015

Cervello simpatico

Ci sto ripensando.
Non dovrei, cazzo, non ora che ho mollato lo psicologo e mia madre non mi dà vita facile. Eppure... Chiudo gli occhi e lui è lì.
Ti prego, non... Non farmi male... 
Che nausea. Intanto stanotte ho sognato di iniziare l'iter e la conversazione con la psico era più o meno questa:
"- Voglio aspettare, sa, avere un figlio per il mio ragazzo, lui ci tiene così tanto...
- Quindi Lei ha un compagno?
- Sì
- Ed era etero o gay prima di incontrarLa?
- Come?... Siamo entrambi bisessuali.
- E chi dei due ricopre un ruolo attivo a letto?
- Ma che importa?
- Secondo me Lei non soffre di DIG, vuole solo fuggire dalla realtà.
- Ma io...
- Ha avuto qualche trauma?
- Ma vada a fanculo!"

Insomma, il mio cervello oltre a divertirsi a pescare nel torbido si diverte anche a prospettarmi gli scenari peggiori di qualunque cosa. Grazie cervello, ti voglio bene.

Beh, magari se cominciassi a scrivere quella maledetta tesina sarei più rilassato...

domenica 26 aprile 2015

Tregua

No, proprio non ce la faccio.
Ho già mollato, sono mentalmente a pezzi. Perché ogni giorno dura quanto un anno?
Ebbasta dai...

domenica 5 aprile 2015

Pasqua

Chiusa in bagno a non piangere.
Mi sento murata viva. È pasqua nonché la mia seconda uscita da "convertita" e non credo di farcela con tutta la famiglia. Avevo scritto "chiuso in bagno" e "mi sento murato vivo" e forse era più adeguato, forse è Marco quello che ho murato dentro di me... Ma è possibile? È possibile tornare indietro? È possibile ridurre nuovamente in schiavitù un uomo nato schiavo e poi reso libero?
Non lo so, mi tremano le mani e... Non lo so.

Portami a fare una mostra personale
sul degrado ambientale delle
spiagge del mio cuore... 

Rewind

Quasi duecento post, ottomila visualizzazioni e tre anni e mezzo di blog per ritrovarmi al punto di partenza.
Male, male, male...
Ho avuto una diatriba familiare. Nessun parente sa nulla, ovviamente, ma sospettano tantotantissimo a causa dell'abbigliamento e roba del genere (fortuna che non passavo!) . Alcuni sono arrivati addirittura a sostenere che io voglia cambiare sesso per piacere al mio ragazzo in realtà gay, cose al limite dell'assurdo. (Forse il fatto che io stia con quello di tre anni fa che tutti credevano fosse gay non aiuta...)

Insomma, sono qui bella tranquilla per dirvi che basta così. Ci rinuncio, hanno vinto, capolinea. Non cambierò sesso, non se mia madre deve minacciare il suicidio, non ce la faccio. Sarò debole, mi starò arrendendo ad un ricatto emotivo (cit.) ma non potrei mai perdonarmi se rovinassi la vita di qualcun altro, non vivrei bene neanch'io.
Okay, lo ammetto, non è stata una scelta facile. Qualche giorno fa ho aggiunto alla lista dei tentativi di suicidio falliti vergognosamente un'altra prova, questa volta con una sciarpa penzolante a cappio. Suggerimento per il futuro: la lana non è resistente, lasciate perdere, trovate una fune decente.
(Piccola nota: ma quanto è difficile ammazzarsi? Oh, sembra facile ma poi... La corda la devi trovare e comprare, i medicinali su prescrizione, l'alcool lo vomiti, le ferite si ricuciono e i palazzi non sono abbastanza alti. Cristiddio, la gente muore per malasanità ogni giorno ed uno non riesce ad ammazzarsi da solo... Quando si dice il karma.)


Quindi nulla di particolare, ho ricominciato a vestire femminile e a sforzarmi di parlare al femminile e pensare al femminile. Sembro estremamente calma e cinica  (almeno credo) perché sono sull'orlo di un'altra crisi isterica. Quanto riuscirò a vivere ancora accollandomi i problemi di tutto il mondo? 

Ho capito: morirò per lo stress... 

giovedì 2 aprile 2015

Telefonate

Pronto?
Tu la devi smettere!
Mamma?
Non ce la faccio più! Vai a fare la puttana, fatti piacere il cazzo, smettila di fare il maschio!
Mamma cosa...?
Mi stanno mettendo in croce! Tu me lo devi dire, sei maschio o femmina??
F-femmina, mamma...
E allora smettila! Non ne posso più, non ne posso più! Dicono che sei un trans di merda, non ti vesti da femmina, non metti il reggiseno, l'orecchino a sinistra, i capelli corti...
Mamma, io...
Ed è colpa mia, perché non so fare la madre se sei sbagliata, sempre un mio errore. E LE FOTO! Quelle cazzo di foto, cancellale, cancellami, cancella tutti quanti! Fatti un'altra cazzo di vita perché io non ce la faccio più, mi uccido, mi uccido!
M-mamma...

venerdì 30 gennaio 2015

Ogni maledetta mattina

Ti svegli. Sei sveglio? Sì, penso di sì ma non ne sono del tutto sicuro.
Dov'è che ti trovi? In un letto, di chi poi è un altro discorso.
Voltati verso il comodino. Che ore sono? La stanza è buia e non ci sono sveglie, ma le imposte alle finestre sono chiuse quindi potrebbe essere qualunque ora. 
Va bene, allora controllati. Sei ferito? No, sembra di no. Ho passato una mano sul viso, lo trovo stranamente liscio ma almeno è senza ferite. 
Aspetta, liscio? Cioè, senza barba? Ricontrollo e sì, è proprio così; ho la pelle di un ragazzino. Fico. 
Va bene,  ora controlla il resto del corpo. 
Un momento, dove sono i testicoli? 
Occazzo, le mie palle. Dove sono? 
Calma. Ricontrolla nei boxer, su.
I miei boxer! Dove sono i miei fottuti boxer? Ho delle mutande, cazzo! Delle mutande da donna! 
Questo è molto strano ma non farti prendere dal panico, ascoltami. Trova uno specchio e spogliati, una spiegazione dovrà pur esserci. 
Mi alzo, trovo uno specchio. Cristo, sembro un undicenne. Beh fico, se ho di nuovo undici anni ho davanti ancora un sacco di tempo, magari questa volta studio sul serio... 
Non procrastinare, concentrati! 
Hai ragione. Alzo le braccia - ma che polsi sottili ho? - e sfilo la maglia. Merda, oh, merda, 'cazzo sono queste cose?! 
Sembra un seno. 
'cazzo ci faccio con queste, perché ce le ho addosso?! Abbasso il pantalone e porcammerda, oh... Oh merda! 
Sembra che ti manchi anche qualcos'altro. Non urlare così forte, hai la voce troppo acuta. Perché piangi adesso, cos'hai? 
Perché sono così? Sto sognando, lo so. Mi sono addormentato da uomo ed ora sogno di essere una donna! 
E se tu avessi sognato di essere uomo e ti fossi svegliato da donna? 
Allora vorrei morire, morire, morire! 


giovedì 25 dicembre 2014

Natale

Lì fuori c'è ancora qualcuno a festeggiare, credo. Io mi rintano sotto le coperte, rannicchiato per i crampi allo stomaco e con gli occhi socchiusi per il sonno che mi cerca ma non mi prende del tutto. Il petto è a disagio, infastidito fino a poco fa da un reggiseno; il viso e le orecchie sono ancora rossi di vergogna al ricordo di se stessi adornati da trucco e orecchini.
Il natale e le feste in famiglia, tra parenti ed urla di allegria...
Quest'anno me la sono cavata senza versare lacrime, forse perché ho imparato a prosciugarle? Forse sono solo rassegnato..?

Buone vacanze, sorridete un po' di più anche per me.

Marco

lunedì 24 novembre 2014

La fine, o l'inizio di essa

Il fottuto problema è che io dovrei essere per club gay a rimorchiare ogni sera un cristo diverso, ok? Il problema è che io dovrei essere lontano mille miglia da qui, Milano o Bologna o Londra o Dublino e sicuramente non a truccarmi giorni alterni perché impostomi o auto-imposto da me stesso, sicuramente non con un ragazzo che ti chiama "principessa". Se ci penso mi manca l'aria, io davvero dovrei aspettare trent'anni per sposarmi e avere figli e poi allattare e a trentadue aspettare e decidere se posso se ne vale la pena se ho abbastanza soldi per transazionare? Mi sale il vomito a immaginare una cosa del genere, non posso, io mi ammazzo molto prima.

Porca miseria non sono io che decido, quelle sono fottute frasi fatte che vanno bene per i libri e le campagne di auto-accettazione; "Sei tu che decidi la tua vita", "Cammina sempre a testa alta", "Puoi fare quello che vuoi"... No, putroppo non è così. Ho una famiglia, un lavoro, un percorso di studi già deciso; l'anno prossimo entrerò all'università, studierò per cinque anni e avrò una laurea in Giurisprudenza, il mio ragazzo mi chiederà di sposarlo, io accetterò e andremo a vivere insieme, ci sposeremo e intanto inizierò la scuola di preparazione, dopo due anni di studio intenso sosterrò l'esame di magistratura che passerò, diventerò magistrato e avrò due anni di tirocinio, intanto sarò incinta, partorirò, lo allatterò e quando avrà due anni l'accompagnerò all'asilo nido rendendomi conto ogni giorno di più di odiare lui, mio marito, me stesso e la vita intera, finendo per aprire il gas di notte o restare con l'auto sulle rotaie o dar fuoco a casa perché non avrò nemmeno il coraggio, nemmeno il fottuto coraggio di suicidarmi come si deve altrimenti la mia famiglia lo scoprirebbe e sarebbe immensa vergogna, vergogna, vergogna.
 


Ma come cazzo si fa a ridursi così a diciannove anni..? Ho esaurito la mia dose di coraggio nella vita tra una causa, un aborto e un taglio netto nella vita, ho rischiato di morire per colpe non mie, ne ho prese in qualunque occasione e per qualunque motivo dalla vita e da tutti i suoi esponenti umani, e nonostante tutto odio mostrarmi debole o fragile o anche solo lievemente attaccabile su qualcosa. Sono stronzo, sono duro, sono sfacciato, sono sarcastico, sono irritante, la gente mi chiama maschio in modo dispregiativo senza sapere che darei qualunque cosa per risvegliarmi tale. Mi dichiaro capace di qualunque cosa, accetto sfide e me ne faccio da me, corro, urlo, salto ma non riesco a vedere un futuro per me, come se fossi in una maledetta casa degli specchi in cui, ovunque io mi giri, continuo a vedere sempre e solo me proiettato nel mio passato. Ho scoperto pochi minuti fa che è stato condannato a tre anni, tre anni in una stanza con le sbarre alle finestre per tre mesi lunghi una vita di sofferenze. Nulla, non ce la faccio ad esserne felice; so che ricorrerà in appello, lui avrà le sue battaglie come io avrò le mie. Credevo che il nemico fosse lui, solo ora mi rendo conto di quanto lui non sia altro che un fantoccio su cui ho riflesso tutto il mio dolore e le mie paure per una vita non vissuta che resterà tale, l'embrione di un qualcosa che non vedrà mai la luce.

Ho tanto bisogno di piangere, ma sembra che le lacrime siano terminate da tempo.

lunedì 3 novembre 2014

4# 30 dtc

Piano piano i days continuano. 

4) How did your family take it when you came out/ if you are not out why aren't you? 

La mia famiglia non sa nulla, anche se a volte intuiscono ci sia qualcosa che non vada. Probabilmente sono così abituati alle mie cazzate da non voler essere coinvolti più in nulla...